Affari e fiducia, un binomio impossibile ?

In questo periodo di crisi economica che ormai si protrae da anni, una delle dimensioni che maggiormente necessita di essere recuperata è quella della fiducia. Le persone non si fidano più degli economisti, dei banchieri, dei governi, dei politici, dei vicini di casa, e perché dovrebbero fidarsi di un consulente o di un venditore?

Dalla pubblicità alla propaganda politica, tutto sembra essere improntato alla comunicazione persuasiva e manipolativa, volta a convincere il cittadino/consumatore a comprare quel prodotto o a votare quel candidato. Dal canto loro i destinatari di questi messaggi hanno necessariamente sviluppato un atteggiamento difensivo basato sul dubbio e la diffidenza, il cui fine è di individuare i perché nascosti e le finalità occulte del ‘venditore di turno’.

Questa dinamica ‘manipolazione-diffidenza’ ha indubbiamente dei costi notevoli sia dal punto di vista economico (tempi più lunghi nella negoziazione, transazioni più difficoltose, ricorso a legali per tutelarsi, ecc.) che dal punto di vista umano e sociale (iper-vigilanza, stress, senso di minaccia, sospettosità, ecc.).

E allora perché continuiamo a creare e ricreare questa dinamica disfunzionale e potenzialmente patogena? Probabilmente perché siamo intrappolati entro una logica di tipo dualistico che ci pone alternative illusorie, quali: ‘vincere-perdere’, ‘fregare-essere fregati’, ‘prevalere-soccombere’. Dal momento che nella coppia di termini nessuna delle parti vuole finire nella polarità negativa, è logico che ciascuno dei contendenti cerchi di mettere in campo tutte le tattiche e le strategie (lecite o illecite) volte ad avere la meglio sulla controparte.

Ma esiste una possibilità diversa? L’alternativa, come le discipline orientali ci insegnano, esiste, ed è la cosiddetta ‘terza via’ o il ‘terzo occhio’, o la logica ternaria propria della negoziazione di merito o negoziazione win-to-win.

La negoziazione win-to-win adotta la logica propria dei ‘giochi a somma variabile’ o giochi ‘a somma diversa da zero’ che non prevede di spartirsi in misura disuguale risorse limitate (la lotta dei poveri), ma mira a trovare soluzioni innovative e creative volte a massimizzare i vantaggi di entrambe le parti.

Nella negoziazine win-to-win le parti non vengono considerate come avversarie né come amiche  ma come partner con le quali costruire relazioni di lungo periodo all’interno delle quali la reputazione, la credibilità e la fiducia hanno un valore altrettanto se non più importante del guadagno in ciascuna vendita o acquisto.

La premessa della negoziazione win-to-win è quella della cosidetta ‘smart trust’ o fiducia intelligente, che considera la maggior parte delle persone degne di fiducia e solo una piccola parte inaffidabili.

Partendo da tale premessa la maggior parte degli sforzi economici e psicologici sono volti a creare un ambiente di fiducia, lealtà e trasparenza con la maggior parte degli interlocutori, mentre le poche misure di vigilanza, restrizione e controllo sono volte a smascherare e isolare i pochi disonesti.

Un esempio di azienda di successo che ha adottato questo approccio é e-bay che consente alle persone di effettuare in sicurezza acquisti in rete fidandosi in maniera intelligente di persone sconosciute di ogni parte del mondo.

Adottare questo approccio non è cosa facile né immediata, ma se lo si vuole è una competenza che può essere appresa e praticata con successo nelle transazioni economiche, relazionali e sociali di ogni giorno.

Occorre coraggio, capacità di assumersi rischi, volontà di dare l’esempio in prima persona (essere credibili e affidabili) ma si ha la soddisfazione di creare un contesto di relazione più rilassante e sano e di liberare energie e creatività (prima utilizzate per difendersi o contrattaccare) per rendere più gratificanti, veloci e profittevoli le relazioni e gli affari.

La consulenza di processo di E.H.SCHEIN

Fornire soluzioni o metodi per trovare soluzioni è uno dei problemi che consulenti e manager incontrano più spesso.
Nel libro di E.H.Schein ‘Lezioni di consulenza’, viene esposto in maniera semplice e chiara il modello, le tattiche e le strategie della consulenza di processo come risposta fondamentale alle sfide dello sviluppo organizzativo.

La consulenza di processo è un modello di consulenza che si contrappone a quella del consulente ‘Guru’, detentore di verità e soluzioni precostituite, e propone invece un approccio volto ad aiutare l’interlocutore nei propri meccanismi decisionali attraverso domande volte a far emergere e valorizzare le proprie risorse e competenze

L’autore descrive nel dettaglio le tre fasi caratteristiche di ogni processo di cambiamento:

1. Scongelamento

2. Cambiamento tramite ristrutturazione cognitiva

3. Ricongelamento

Ne risulta una guida insostituibile, insieme pratica e teorica: strumento indispensabile per chiunque abbia a che fare con la gestione e lo sviluppo delle risorse umane all’interno dell’organizzazione

Il valore delle competenze

Lavorare con le compentenze: riconoscerle, gestirle, valorizzarle

E’ un libro di Manara e Civelli che introduce l’approccio proprio del mondo anglosassone all’utilizzo delle competenze come focus di analisi e di intervento di tutti coloro che gestiscono risorse umane.

Partendo da un’analisi delle diverse definizioni di competenza, gli autori forniscono strumenti, metodologie e applicazioni del modello delle competenze alla diverse fasi della gestione e sviluppo delle risorse umane: dalla selezione alla formazione allo sviluppo e all’orientamento